L'impressione è che l’amministrazione pubblica e la realtà ormai parlino due linguaggi differenti. Non che ci sia da stupirsi, visto che le amministrazioni sono figlie della politica e la politica e la realtà si sono dissociate da molto tempo. Capita che, incredibile a dirsi in inverno, nevichi. E una città intera rimanga paralizzata. Gli autobus si mettono di traverso e bloccano il traffico, gli spazzaneve spazzano senza esagerare, il sale c’è ma potrebbe finire subito. E poi, scusa delle scuse addotta da Palazzo d’Accursio e dai responsabili della pulizia, «sono caduti più di trenta centimetri di neve in un giorno». Inaudito, vien da pensare. Stupefacente. Se ne fossero caduti solo quindici, par di capire, allora sì che le ruspe avrebbero pulito, il sale avrebbe fatto il suo lavoro, gli autobus avrebbero girato regolarmente.
La sequenza di giustificazioni assurde è il segno che i politici, ormai, sono convinti che basta adattare i problemi alle parole. Invece, se nevica, bisognerebbe pulire. Magari pensandoci un attimo prima.
A dimostrazione che gli amministratori si sentono immuni da responsabilità, poiché a loro basta prescrivere ma non devono risolvere mai nulla, l’ineffabile Merola, oltre a chiudere le scuole, ha prorogato il blocco del traffico. Ottima idea, ecologicamente corretta e utile a non creare ingorghi. Solo che una decisione del genere dovrebbe comportare autobus frequenti e in orario, magari dotati perfino di gomme antineve, e strade sgombre. Invece, non avremo nulla di tutto ciò. Sono garantite vie impraticabili per il ghiaccio e nuove variopinte giustificazioni: «Un freddo eccezionale. Incredibile, in febbraio».
Marco Girella